|
Il coraggio dell’imperfezione
Giornate di sole, passeggiate con le amiche, lavoro, un matrimonio da organizzare, il desiderio di un figlio e all’improvviso il buio. Prima il sospetto, poi la certezza che il tumore si è intromesso nella tua vita. La voce si rompe all’improvviso, pianti, disperazione, sgomento, paura, ansia. Ma anche fiducia, cura, gioia, calore, affetto, gratitudine, amore.
Se c’è un filo rosso in queste otto storie di pazienti, affette da tumore al seno, è proprio quello delle emozioni e dei sentimenti. Prima la paura, il terrore, di fronte a questo gigante nero e minaccioso che è il tumore e poi, a poco a poco, nelle pazienti, nasce una forza, una determinazione che fa loro affrontare con coraggio la malattia, che fa credere loro nella vita, nonostante tutto e per tutto, per i loro sogni e progetti, per i loro amori, per i loro figli. Si sente il coraggio di piangere, di parlare, di raccontare, di non nascondersi.
Il coraggio dell’imperfezione che è coraggio di vivere e non di lasciarsi vivere, di assaporare ogni giorno l’autenticità di un sorriso dato o ricevuto. Non accontentarsi di rapporti mediocri o falsi, di subire piccoli sgarbi senza protestare, ma imparare a rispettarsi, a distinguere chi ci ama da chi non ci ama, imparare a riconoscersi e ad amarsi con la malattia e superata la malattia, perché anche dopo è necessario farci i conti.
La sua ombra resta scavata nel corpo e nell’anima ed è come un doppiofondo, una cassa di risonanza che fa risuonare più forti le emozioni. Tra le tante vivide immagini di queste storie, ce n’è una che mi ha toccato particolarmente ed è quella della bambina di una paziente che vede la mamma provarsi per la prima volta la sua parrucca e sorridendo le dice: «Mamma con questo nuovo look sarai sempre bella, più bella».
|