Numero 2, Dicembre 2008

 

Il secondo numero della rivista offre spazio in maniera bilanciata a trattazioni descrittive e di ricerca e a casi clinici, in un armonioso quadro di teoria e pratica della terapia psicologica. La pratica psicoterapeutica non può infatti prescindere dalla ricerca e dalla sintesi dei contributi scientifici che, anche in questo numero, trovano possibilità di pubblicazione.

Vengono a tal proposito affrontati aspetti di centrale rilevanza che con frequenza si presentano all’attenzione del clinico. Uno di questi è senz’altro rappresentato dal trauma, concetto dalle ampie implicazioni e sviluppi, che trova asilo nei ricchi elaborati di Brigitte Kirchlechner e di Elena Lo presti.

Nel primo caso, l’autrice si concentra sulla descrizione del trauma e sulle conseguenze che questo origina, con una attenzione ai criteri del DSM IV del Disturbo Post-Traumatico da Stress (DPTS), alla sua eziologia e manifestazione, ai fattori neurologici e neurofisiologici, per poi parlare nel dettaglio, mettendola a confronto, delle procedure terapeutiche che utilizzano tecniche di matrice immaginativa. Una parte dell’elaborato è rivolto anche alla presentazione di ricerche che evidenziano gli esiti di tali tecniche nel trattamento del DPTS.

Nella trattazione di Elena Lo Presti il trauma viene affrontato nel campo della psicologia dell’età evolutiva. In particolare l’autrice si concentra sul difficile tema del lutto infantile traumatico, per gli anglosassoni Childhood Traumatic Grief (CTG), facendo ricorso ad una rassegna di ricerche sul tema per evidenziare la necessità di inserire una categoria diagnostica diversa dal DPTS che riesca a cogliere la specificità clinica che il CTG richiama. Fa inoltre un passo ulteriore illustrando il protocollo mirato CBT-CTG utile per il trattamento del lutto infantile traumatico.

Il numero prosegue con l’interessante disamina sulla valutazione e sul trattamento del Disturbo da Alimentazione Incontrollata (DAI) di Alessandra Tronci. Vengono passati con cura in rassegna i criteri di tutti i disturbi alimentari e di come il DAI si differenzi da essi, la sua comorbidità con altri disturbi psichiatrici e i trattamenti disponibili, evidenziando come il concetto di immagine corporea possa avere un ruolo nel mantenimento e nell’esacerbazione del disturbo.

Un altro importante e innovativo contributo proviene da Mariangela Lanfredi, la quale getta luce su un grosso problema della popolazione psichiatrica: lo stigma sociale, anche proveniente dai pazienti stessi. L’autrice si concentra sull’osservazione, descrizione e illustrazione dei risultati di un gruppo psicoeducazionale orientato alla riduzione delle credenze negative sul disturbo psichiatrico, all’implementazione dell’autostima e a strategie per affrontare meglio l’impatto dello stigma.

Vengono successivamente presentati una serie di stimolanti casi clinici a corredo delle ricerche presentate.

Il primo caso, descritto acutamente da Veronica Cuna, mette soprattutto in risalto le difficoltà che il terapeuta può trovarsi ad affrontare in situazioni cliniche caratterizzate da sintomi dissociativi, soprattutto a partire dalla fase di assessment, che può quindi farsi tortuosa in relazione alla variabilità delle manifestazioni e alla difficile riconduzione ad una costellazione di sintomi coerenti fra loro. Questi infatti vengono riscontrati in un paziente con un quadro non specificato di disturbo di personalità.

Luca D’errico arricchisce la sezione dedicata alla clinica con un classico dei disturbi d’ansia: un paziente affetto da fobia sociale. Ne delinea poi accuratamente la terapia in tutte le sue fasi con anche estratti di dialogo indicativi del disagio provato, i risultati ottenuti soprattutto per quanto concerne il decremento degli evitamenti nelle situazioni trigger, e il razionale che ha guidato l’intervento.

Chiude il numero il caso di un paziente con disturbo ossessivo-compulsivo con episodi depressivi ricorrenti di Antonella Cuna, la quale descrive tutte le fondamentali componenti del suo intervento, l’alleanza terapeutica, la strategia d’intervento e le tecniche, in particolare l’Esposizione con Prevenzione della Risposta (ERP), non tralasciando la fase di assessment e di somministrazione di test specifici.

 

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