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Riassunto

Nel seguente articolo, dopo una breve disamina sulla disorganizzazione dell’attaccamento, il focus viene posto sui possibili collegamenti tra tale modalità di relazione ed esiti psicopatologici in età adulta. In particolare, si approfondisce l’ipotesi avanzata da G. Liotti, in una prospettiva cognitivo-evoluzionista, della disorganizzazione dell’attaccamento come nucleo di alcune sindromi psicopatologiche quali i Disturbi Dissociativi e il Disturbo Borderline di Personalità. Tale ipotesi teorica, confermata da alcuni dati clinici e di ricerca,  consente di spiegare bene il coesistere di gravi difficoltà nella regolazione delle emozioni e di rappresentazioni non integrate e mutevoli di sé e degli altri. La mancata integrazione delle rappresentazioni di sé con l’altro può andare dall’estremo dell’alternarsi di altre personalità che compongono il Disturbo Dissociativo dell’Identità, alle oscillazioni fra rappresentazioni scisse, idealizzate e negative, di sé e degli altri nel DBP. Secondo Liotti, la disorganizzazione e il disorientamento nella prima infanzia, implicando un Modello Operativo Interno molto probabilmente molteplice e incoerente, aumentano la vulnerabilità del bambino a entrare in stati alterati di coscienza o ad avere disturbi dissociativi nell’età adulta. D’altra parte la disorganizzazione dell’attaccamento sembra offrire un modello unitario dei due principali disturbi nucleari ipotizzati per la patologia borderline dalla teoria psicoanalitica di Kernberg e da quella cognitivo-comportamentale di Linehan.

Summary

In the following article, after a deep examination of attachment disorganization, the focus was concentrated on the possible links between relation modalities and psychopathologic results during the adult age. In particular, in a cognitive-evolutioniary perspective, the hypothesis proposed by Giovanni Liotti about attachment disorganization considered as the core of some psychopathologic syndromes like Dissociative Disorders and Borderline Personality Disorder was deeply investigated. Such theoretical hypothesis, confirmed by some clinical and research data, helped to understand the coexistence between the strong difficulties in affective regulation and unintegrated and changeable self/other representations. Non integrating the self-representation with the outside world can reach the extreme of different alternating personalities that compose the Dissociative Identity Disorder, or moving to cleave idealized and negative self/other representations of the BPD. According to Liotti, disorganization and disorienting in infant age, taking in consideration the incoherent and manifold Internal Working Model, increase child vulnerability and improve the possibility to have altered states of consciousness and dissociative disorders in adult age. On the other hand attachment disorganization seems to offer a unique model for both nuclear disorders hypothesized for borderline pathology from the psychoanalytical Kernberg theory and cognitive-behavioral of Linehan.

 

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