
di Chiara Mignogna
Con questo numero 35 di Psicoterapeuti in formazione arriviamo con qualche mese di ritardo rispetto ai tempi che ci eravamo prefissati. Eppure, se c’è una parola che meglio descrive lo stato d’animo mio e sono sicura di tutta la redazione mentre presentiamo questo numero, è sì “ritardo”, ma anche soprattutto entusiasmo.
Entusiasmo per il lavoro condiviso, per la qualità crescente dei contributi che riceviamo, per la condivisione che continua ad attraversare le scuole della rete APC-SPC di tutta Italia. Ogni numero di questa rivista è, per noi, uno spazio prezioso: uno spazio che permette agli specializzandi e ai giovani terapeuti di dare voce ai propri studi, alle riflessioni teoriche, ai casi clinici, alle domande che nascono nella pratica quotidiana. Lavori che altrimenti rischierebbero di rimanere confinati nelle aule o nelle sedi di specializzazione e che invece meritano di circolare e incontrarsi.
I contributi raccolti in questo numero affrontano temi complessi ma centrali nella pratica clinica, e vengono affrontati con rigore scientifico e attenzione e sensibilità.
Ambra Beretta apre il numero con una rassegna sul lutto perinatale nei padri, portando luce su un’area ancora poco esplorata dalla letteratura. Se tradizionalmente l’attenzione si è concentrata quasi esclusivamente sull’esperienza materna, questo lavoro restituisce dignità e visibilità al dolore paterno, troppo spesso silenziato o relegato al ruolo di “sostegno”. L’articolo sottolinea l’importanza di creare spazi di ascolto dedicati e di sviluppare interventi psicoterapeutici specifici, per prevenire esiti psicopatologici a lungo termine.
Sempre nell’area perinatale, Giada Tanaceto affronta il tema dell’autocritica materna, evidenziando come aspettative interne e pressioni sociali possano alimentare ansia e depressione, con ricadute sul legame di attaccamento e sullo sviluppo del bambino. La proposta nella cornice teorica della Compassion Focused Therapy con il modello della Perinatal CFT, offre una prospettiva clinica centrata sull’autocompassione come fattore protettivo e trasformativo.
Erika Brunelli analizza l’integrazione tra cure palliative e psicoterapia cognitiva, con un focus sulla conservazione della dignità nel fine vita. Attraverso il modello di Chochinov e la Dignity Terapia, il contributo mostra come il lavoro psicoterapeutico possa sostenere pazienti e familiari nel fronteggiare il distress esistenziale e nel mantenere un senso di identità e significato, anche nelle fasi terminali.
Accanto ai lavori teorici, 4 casi clinici vengono presentati.
Ilaria Nicolì presenta il caso di Francesco, un bambino con disturbo dello spettro autistico, mostrando come l’adattamento dell’ambiente terapeutico, la psicoeducazione e il lavoro integrato con famiglia e scuola possano favorire lo sviluppo di competenze sociali ed emotive e promuovere autonomia e benessere.
Chiara Gargiulo descrive il trattamento di una giovane donna con Anoressia Nervosa e Agorafobia in comorbidità, mostrando come i due disturbi si intreccino attorno a un comune timore di perdita di controllo e “dissoluzione psicologica”. Il lavoro clinico si concentra sull’incremento della tolleranza agli stati interni e sulla ristrutturazione dell’immagine di sé, offrendo una lettura integrata e umana della sofferenza.
Marina Ferrillo propone il caso di una ragazza con disturbo ossessivo-compulsivo centrato sulla colpa morale e sulla contaminazione simbolica, evidenziando il ruolo delle dinamiche interpersonali e dell’iper-responsabilità nel mantenimento del disturbo e offrendo spunti utili anche a partire da un percorso interrotto precocemente.
Infine, Ilaria Nicandra Capuano presenta il caso di Sofia, caratterizzato da un DOC da relazione, in cui dubbi, rassicurazioni e controlli mentali minano la vita affettiva. L’integrazione tra CBT, ACT e Compassion Focused Therapy mostra come lavorare sull’accettazione dell’incertezza, sulla colpa e sull’autocompassione possa favorire un miglioramento della sintomatologia con una riduzione della fusione con i pensieri ossessivi, anche attraversando eventi di vita dolorosi come una perdita gestazionale.
Spero che questo numero, come è stato per i precedenti, possa essere per ciascuno uno spazio di confronto e di riflessione. Buona lettura a tutte e tutti
Chiara M
| Articoli teorici | ||
| Ambra Beretta | Il lutto perinatale nei padri | pp. 5-33 |
| Giada Tanaceto | Utilizzo della Compassion Focused therapy nel periodo perinatale | pp. 34-60 |
| Erika Brunelli | Riconoscere e Valorizzare la Dignità: Psicoterapia e Cure Palliative | pp 61-78 |
| Casi Clinici | ||
| Ilaria Nicolì | Francesco: il bambino che voleva volare | Pp 79-92 |
| Chiara Gargiulo | Il caso clinico di Eliana | pp 93-106 |
| Marina Ferrillo | Viola un caso di Disturbo Ossessivo-Compulsivo: Una mente intrappolata tra la paura di sbagliare e il bisogno di essere giusta | pp 107-116 |
| Ilaria Capuano | Disturbo Ossessivo-Compulsivo da Relazione: la formulazione del caso clinico di Sofia | pp 117-135 |
Foto di Joanne Glaudemans su Unsplash